Omignano

La prima notizia di Omignano riportata nei documenti risale al 1047: quasi sicuramente era un castello longobardo costruito a difesa del territorio, del quale non è rimasta traccia alcuna. Questo casale fece parte della baronia del Cilento insieme alla quale fu restituito a Ruggero Sanseverino nel 1276. Nel periodo angioino passò alla famiglia Capano che lo tenne per molte generazioni. In occasione del matrimonio di Porzia Capano, avvenuto nel 1527, con Leonetto Mazzacane, signore di S. Giacomo, il feudo passò a questa famiglia e uno dei suoi eredi, Giulio Cesare Mazzacane, acquisì il titolo di principe di Omignano. I principi Mazzacane possedevano vaste proprietà non solo nel Cilento, ma anche a Napoli e tennero questo feudo per molte generazioni. Il toponimo secondo alcuni deriva da “offoli”, termine longobardo che indica una casa signorile con corte, quindi un castello difensivo e residenza del duca; secondo altri la finale in “anus” è caratteristica dei prediali romani. La vicinanza a valle di Velia, residenza di ricchi romani, in effetti, rende verosimile l’ipotesi di un antico “praedium” romano, divenuto poi residenza e centro militare-economico. Lungo la statale 18, sul lato sinistro dell’Alento, si è sviluppato di recente Omignano Scalo che rappresenta il centro economico-commerciale dell’intero Comune.
Sul versante est del monte Stella vi è una località che la gente del luogo chiama "li Morge": si tratta di grosse pietre monolitiche, semisommerse dalla vegetazione, una delle quali, la più grossa, è detta "a preta Nzitata", cioè pietra che feconda. Un uso antichissimo vuole che le donne, salendo la montagna in pellegrinaggio, tirassero nove sassolini che nel caso si fermassero sulla sommità era loro assicurata la gravidanza.
La felice posizione del Comune di Omignano, ai piedi del Monte Stella, permette ai turisti e agli amanti del trekking di ammirare itinerari turistici, fatti di paesaggi spettacolari: boschi di castagno, pini, corsi fluviali, costituiscono il luogo ideale per trascorrere una vacanza all'insegna della tranquillità e del relax.


Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

La prima notizia di Omignano riportata nei documenti risale al 1047: quasi sicuramente era un castello longobardo costruito a difesa del territorio, del quale non è rimasta traccia alcuna. Questo casale fece parte della baronia del Cilento insieme alla quale fu restituito a Ruggero Sanseverino nel 1276. Nel periodo angioino passò alla famiglia Capano che lo tenne per molte generazioni. In occasione del matrimonio di Porzia Capano, avvenuto nel 1527, con Leonetto Mazzacane, signore di S. Giacomo, il feudo passò a questa famiglia e uno dei suoi eredi, Giulio Cesare Mazzacane, acquisì il titolo di principe di Omignano. I principi Mazzacane possedevano vaste proprietà non solo nel Cilento, ma anche a Napoli e tennero questo feudo per molte generazioni. Il toponimo secondo alcuni deriva da “offoli”, termine longobardo che indica una casa signorile con corte, quindi un castello difensivo e residenza del duca; secondo altri la finale in “anus” è caratteristica dei prediali romani. La vicinanza a valle di Velia, residenza di ricchi romani, in effetti, rende verosimile l’ipotesi di un antico “praedium” romano, divenuto poi residenza e centro militare-economico. Lungo la statale 18, sul lato sinistro dell’Alento, si è sviluppato di recente Omignano Scalo che rappresenta il centro economico-commerciale dell’intero Comune.
Sul versante est del monte Stella vi è una località che la gente del luogo chiama "li Morge": si tratta di grosse pietre monolitiche, semisommerse dalla vegetazione, una delle quali, la più grossa, è detta "a preta Nzitata", cioè pietra che feconda. Un uso antichissimo vuole che le donne, salendo la montagna in pellegrinaggio, tirassero nove sassolini che nel caso si fermassero sulla sommità era loro assicurata la gravidanza.
La felice posizione del Comune di Omignano, ai piedi del Monte Stella, permette ai turisti e agli amanti del trekking di ammirare itinerari turistici, fatti di paesaggi spettacolari: boschi di castagno, pini, corsi fluviali, costituiscono il luogo ideale per trascorrere una vacanza all'insegna della tranquillità e del relax.


Tratto dalla guida "Viaggio tra le Meraviglie della Campania" - Annangelo Sacco Editore

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